Laureato in architettura ad Harvard, presso la Graduate School of Design di Walter Gropius, negli Stati Uniti dirige i “Quaderni Italiani” del movimento Giustizia e Libertà. Tornato a Roma nel dopoguerra, pubblica il suo primo libro Verso un’architettura organica, del 1945. Nel 1948 esce Saper vedere l’architettura, premio Cortina-Ulisse per la critica d’arte europea, in seguito tradotto in ventuno lingue e ristampato in quindici edizioni. Inizia quindi l’attività universitaria, prima come professore di storia dell’architettura allo IUAV di Venezia, poi alla facoltà di architettura di Roma (1963). Nel 1950 pubblica la prima delle dieci edizioni della sua Storia dell’architettura moderna, integralmente riscritta nel 1975. Dal 1955 dirige la rivista “L’architettura – cronache e storia” e nel 1959 fonda l’Istituto Nazionale di Architettura (In/arch). Fra i suoi testi più importanti, possiamo citare: Architettura in Nuce (1960), Spazi dell’architettura moderna (1973), Il linguaggio moderno dell’architettura, (1973), Poetica dell’architettura neoplastica e Architettura e storiografia (1974), Zevi su Zevi (1977), Editoriali di architettura e (1979), Storia e controstoria dell’architettura in Italia (1997). Notevoli sono anche le sue monografie, diverse su Frank Lloyd Wright (1947), ma anche su Erik Gunnar Asplund (1948), Richard Neutra (1954), Biagio Rossetti (1960), Michelangelo architetto (1964), l’opera completa di Erich Mendelsohn (1970), Giuseppe Terragni (1980). I suoi articoli de “l’Espresso” sono raccolti nella serie “Cronache di architettura”. La sua fu un’attività di storico e critico dell’architettura. Fu membro onorario del Royal Institute of British Architects e dell’American Institute of Architects, accademico di San Luca, vicepresidente e presidente del Comitato Internazionale dei Critici di Architettura (CICA).
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