Una prima descrizione della Romagna e dei suoi confini ci è offerta dalla Commedia dantesca:
“Romagna tua non è, e non fu mai,
sanza guerra ne’ cuor de’ suoi tiranni;
ma ‘n palese nessuna or vi lasciai.
(Romagna)
Ravenna sta come stata è molt’anni:
l’aquila da Polenta la si cova,
sì che Cervia ricuopre co’ suoi vanni.
(Ravenna e Cervia)
La terra che fé già la lunga prova
e di Franceschi sanguinoso mucchio,
sotto le branche verdi si ritrova.
(Forlì)
E ‘l mastin vecchio e ‘l nuovo da Verrucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,
là dove soglion fan d’i denti succhio.
(Rimini)
Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lȉoncel dal nido bianco,
che muta parte de la state al verno.
(Faenza e Imola)
E quella cu’ il Savio bagna il fianco,
così com’ella sie’ tra ‘l piano e ‘l monte,
tra tirannia si vive e stato franco.”
(Cesena)
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII, 37 – 54
All’inizio del 1300 quindi, i confini geografici della regione erano già ben definiti.
Considerandola storicamente, possiamo identificare la Romagna come quel territorio formato dapprima dalle città appartenenti all’Esarcato di Ravenna (567 – 751), poi da alcune delle Legazioni pontificie (751 – 1870).
Nonostante le città della Romagna siano caratterizzate da una storia molto più antica, dal punto di vista della nostra controstoria, le consideriamo fino alla nascita dello Stato Pontificio, quando cominciano ad essere considerate come un’unica entità storico-geografica, così come magistralmente descritta da Dante.
L’architettura e la tradizione romana infatti, sono difficilmente classificabili come peculiari di una certa città o area geografica, essendo comuni a quasi tutte le regioni della penisola. La caratteristica conformazione territoriale, che segue la centuriazione delle campagne, manifestandosi attraverso l’incrocio ortogonale dei principali assi viari (cardo e decumano) delle città e la natura dei reperti archeologici, costituiscono comunque invarianti di base che non possono mai essere sottovalutate nel considerare la storia locale.
Una mappa storica molto interessante è quella della “Legazione della Romagna di nuova proiezione” di Antonio Zatta, incisa da Giuliano Zuliani, Venezia 1783, acquaforte a colori (carta vergellata) tratta da “Atlante novissimo ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi” (1779 – 85), Volume III, dimensioni foglio 40 x 27 cm, Biblioteca di Geografia – Università di Padova. L’immagine della mappa si può trovare su Phaidra, ovvero il Sistema di gestione e archiviazione degli oggetti digitali per il Sistema Bibliotecario dell’Università di Padova]
Considerando come sono cambiati i confini della regione nel corso del tempo, l’identità della Romagna appare tutt’altro che manifesta. La cartografia delle Legazioni pontificie di fine Settecento ci presenta una mappa che include il territorio di Imola, Dozza e Borgo Tossignano che sono, attualmente, in provincia di Bologna e rappresenta il lughese, da Bagnacavallo e Cotignola, fino a Massalombarda, Conselice e Alfonsine, nella Legazione di Ferrara, mentre esclude dalla regione tutta la montagna di Modigliana, Rocca San Casciano, Dovadola, Castrocaro e Terra del Sole, così come tutti i rilievi al di sopra di Galeata e Sarsina, compresi Santa Sofia e Bagno, facenti parte del Granducato di Toscana.
[immagine tratta da E. Rosetti, La Romagna. Geografia e storia, Bologna 1995 (ristampa anastatica dell’edizione originale edita a Milano da Hoepli nel 1894)]
La rappresentazione dei confini di un secolo dopo invece, ci presenta l’immagine di una “grande Romagna”, che comprende tutti i territori descritti in precedenza ma anche le zone di Firenzuola e Marradi, della provincia di Firenze, e di San Leo, S. Agata e Novafeltria, Pennabilli, tradizionalmente appartenenti al Montefeltro.
Nella nostra trattazione viene compresa nel territorio romagnolo anche la città di Imola, attualmente in Emilia, ma in passato appartenente alla legazione di Ravenna, senza tuttavia trascurare argomenti che possono riguardare anche alcuni paesi di montagna della parte Toscana o storicamente in stretto rapporto con il Montefeltro oppure con l’area bolognese, lasciando a possibili e specifici articoli di approfondimento una analisi più dettagliata di questi contenuti.
