Romagnarchitettura è nato il 06 gennaio 2019, il giorno stesso in cui si è conclusa la mostra fotografica su Paolo Monti, tenutasi a Forlì, presso i Musei San Domenico, dal 06 ottobre 2018. Pubblichiamo uno dei nostri primi articoli su questo artista perché la sua produzione è stata una delle fonti di ispirazione per l’ideazione di questo forum, che si propone come strumento di diffusione della cultura romagnola attraverso immagini.

Le fotografie d’architettura di Paolo Monti sono in grado di comunicare significati che vanno oltre il soggetto rappresentato. Le sue immagini, spesso scattate allo scopo di rappresentare uno stato di fatto o una testimonianza storica, esprimono sempre qualcosa di più importante, principalmente perché sono contestualizzate e contengono alcuni particolari o soggetti secondari in grado di suggerire diverse riflessioni su un particolare evento storico o sugli usi e costumi di un paese o ancora su particolari contesti sociali. Nelle sue inquadrature il soggetto è rappresentato nella propria interezza o attraverso un particolare significativo che identifica l’immagine d’insieme, utilizzando la fotografia secondo il metodo deduttivo, come strumento di indagine per esprimere contesti e concetti generali. In tal modo, ad esempio, una strada piena di manifesti ci può rappresentare un particolare momento storico ed un evento speciale, quale può essere una grande manifestazione sindacale o di piazza, può portarci a considerare l’intero movimento popolare di quel periodo. Nei suoi paesaggi l’uomo è sempre al centro, come presenza fisica o come segno della propria attività: una bicicletta, una barca, un vaso sulla finestra; tutti oggetti quotidiani che individuano una presenza (umana). All’immagine si aggiungono spesso soggetti di carattere sociologico: un manifesto, un’insegna, un cartello o una scritta sul muro. Le sue foto tuttavia, rappresentano anche scene di vita, tradizioni popolari, il bello dell’arte, emozioni personali.
La mostra del San Domenico ci ha presentato l’attività di Paolo Monti in tutti i suoi aspetti più tipici e individuali. Accanto alle foto di paesaggio e di ambienti urbani, realizzate per i censimenti delle nostre città, vi erano le più belle immagini delle opere e città d’arte, le foto per le riviste di design oltre alle sue rappresentazioni più sperimentali di arte astratta, che dimostrano la conoscenza delle avanguardie artistiche del Novecento. L’esposizione ci ha dato l’occasione di osservare le stupende immagini delle sculture di Michelangelo, dalla Pietà Rondanini, alle opere fiorentine della Sacrestia Nuova di San Lorenzo e dei Prigioni della galleria dell’Accademia, seguite dalle splendide vedute di Venezia, di Firenze e delle città mediterranee, quindi le foto del museo di Castelvecchio di Carlo Scarpa e le foto più personali con i ritratti di donna.
“Paolo Monti (1908 – 82)”
Nato a Novara nel 1908 e originario di Anzola d’Ossola, laureato alla Bocconi di Milano in economia politica nel 1930, Paolo Monti è stato un grande artista, poi maestro e primo fotografo ad insegnare fotografia (tecnica ed estetica dell’immagine) all’università, presso la facoltà di lettere e filosofia di Bologna, nel periodo 1970 – 74. Dopo la laurea comincia a lavorare presso diverse aziende industriali e commerciali fino a svolgere l’attività di dirigente presso la Montecatini di Mestre e il consorzio provinciale di Venezia. Inizia la sua attività fotografica nel 1945, riprendendo le rovine provocate dalla guerra. Proprio a Venezia fonda, assieme ad alcuni suoi amici e colleghi, il circolo fotografico “La Gondola” (1947), che poco più tardi si imporrà come movimento d’avanguardia di carattere internazionale. La città lagunare è la sua prima fonte di ispirazione, poiché interessato alle vedute di paesaggio, in particolare affascinato da calli, portici, cortili e campielli. La sua attenzione agli elementi architettonici e ai soggetti urbanistici, lo porterà a collaborare con le migliori riviste di architettura del periodo (1947 – 54): Domus, Casabella, Zodiac, Stile e Industria. Nel 1953 si trasferisce quindi a Milano, dove l’anno successivo riceve l’incarico di fotografo alla X Triennale. Negli anni cinquanta si dedica alle immagini di Roma (fori imperiali, piazza Navona e fontana di Trevi) e alle foto artistiche, realizzate come ricerche sulla materia o esperimenti astratti, condotti come decomposizione di forme. Numerosi sono anche i ritratti dei più grandi artisti del periodo. Successivamente, intraprende una vasta campagna di rilevamento delle emergenze storiche e artistiche di tutte le regioni italiane per l’illustrazione della Storia della letteratura italiana di Garzanti mentre, nella nostra regione, esegue il censimento dei centri storici e delle valli appenniniche (1966). Negli anni che seguono l’attività di docente universitario, allarga il proprio interesse alla foto d’arte e di ambiente e le sue immagini illustreranno oltre 200 volumi su regioni e città d’Italia, singoli artisti e architetti. Tra le foto dei soggetti più importanti che ha ripreso si trovano quelle su Michelangelo, sulla Firenze del Brunelleschi, sui Musei di Palazzo Rosso e del Tesoro di S. Lorenzo a Genova di Franco Albini, su quello di Castelvecchio a Verona di Carlo Scarpa. Il suo ultimo lavoro riguardava il censimento dell’architettura e ambiente del lago d’Orta e della Val d’Ossola, suo luogo di origine.
Riferimenti:
- A. Piovani (a cura di), Paolo Monti, Milano 1983
- G. Chiaramonte (a cura di), Paolo Monti. Fotografie 1950 – 1980, Milano 1993